Frame Foto Festival | BAGNANTI Silvio Canini
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BAGNANTI
Silvio Canini

BAGNANTI
Silvio Canini

Un nuovo album di “Figurine Canini”. Vere figurine, il libro è un album con le caselle numerate e viene via con il pacchetto di figurine autoadesive. Figurine di figure, figuri e figuracce da spiaggia, il mondo parallelo dove il pudore è sospeso e la battigia un teatro. Con uno scritto del vostro Fotocrate

 

La linea d’ombra non separa la gioventù dalla maturità, non separa la ragione dalla follia, pace Conrad. La linea d’ombra dell’ombrellone separa solo l’area del sonnellino dall’area della crema solare.

Per il resto, la spiaggia non ha altri compartimenti, è un universo omogeneo omologo isotopo isocrono, è il ventre accogliente della balena, si sente anche lo sciabordìo, è il luogo della sospensione dei valori e dei criteri della vita ordinaria, in nome della braghetta livellatrice, del duepezzi egalitario, del bermuda democratico e interclassista.

Redistribuzione sociale del gusto, Welfare del pudore, una spiaggia, che non sia una spiaggia privatizzata, è sempre il palcoscenico di un esperimento relazionale, morale e identitario. La costruzione del sé-per-gli altri, la maschera del ruolo, la recita della commedia umana, su una spiaggia sono abolite alla radice, non solo in virtù dell’esiguità dei costumi e degli accessori con cui le si appronta nella vita ordinaria, nei luoghi ordinari della vita. Sono ribaltate nel loro contrario, nell’ebbrezza del vabbé, del chissenefrega, dell’io-sono-come-sono, la dieta non m’è riuscita, la prova costume è stata un disastro e allora? Infradito e via andare, senza rimpianti, anzi un po’ rinfrancati e perfino risarciti, come a una rivincita beffarda, come a un carnevale del solleone. Sulla spiaggia non facciamo figuracce perché siamo figurine: esemplari collezionabili della specie umana impegnati in una particolare performance sportiva, è così che ci ha visto Sivlio Canini, è così che ci ha raccolto in questo suo serissimo album.

Nella spiaggia del nostro match con l’autorappresentazione, ventri e celluliti sono autorizzati, membra sparpagliate qua e là non sono impudiche, ciascuno indossa le proprie imperfezioni, espone la metratura audace delle proprie epidermidi, in qualunque stato di manutenzione siano, e honni soit qui mal y pense. Se poi hai del buono da mettere in esposizione, senza troppi artifici, buon per te: ma sarebbe osceno e ridicolo, qui, chi adoperasse gli stratagemmi che si adoperano nel mondo quotidiano per non esserlo.

Semmai, qui, si passa inosservati se, viceversa, si adottano i parafernalia balneari, paperette e materassini, costumi psichedelici, cappelloni di paglia e occhiali fantasia. Chi più si fa notare, in spiaggia, meno si fa notare. L’anonimato per eccesso, l’eccentricità omologante, ecco il brivido senza rischio che rende unica quell’esperienza estetica estrema che si chiama: vado al mare.

 

BIO

Silvio Canini è un artista poliedrico. Esplora con grande facilità e freschezza un’ampia gamma di soggetti. Attento osservatore, riesce a trasformare un reportage in qualcosa che supera il tipico approccio di questo mezzo espressivo. Parafrasando le parole di Roberta Valtorta, Silvio realizza una “smitizzazione” del momento decisivo, permeando le sue immagini di concetti e sentimenti che conducono l’osservatore in una visione personale e non oggettiva di quanto viene catturato dall’obiettivo.

Ma Canini non è solo questo. Egli sviluppa nei suoi progetti una sensibilità artistica che sconfina molto spesso nella poesia, come nella serie “Costellazioni”. È un artista in grado di contaminare i suoi lavori con linguaggi stilistici differenti che, come per incanto, si trasformano in opere suggestive e sempre coerenti.

Nel 1998 pubblica “We are Open” a cura di AiepEditore. Il libro viene premiato lo stesso anno alla Biennale della Fiaf “premio Città di Prato”. L’anno seguente si riconferma miglior libro all’edizione annuale di “Photo Padova”.

Nel 2000 pubblica “Periferie Cangianti” una ricerca sul territorio di Bellaria Igea Marina, in collaborazione con amici fotografi locali.

Venditori D’ombra  pubblicato nel 2002 racconta in modo originale, la spiaggia della provincia di Rimini.

Mare del silenzio, un lavoro del 2005, è un’opera in cui scenari onirici condividono la scena con forme astratte, di grande senso estetico e mai scontate. Vincitore di diversi premi, questo progetto è stato pubblicato nel febbraio del 2006 nell’allegato “ventiquattro” del quotidiano Il Sole 24 ore

Le sue opere sono state esposte in Italia e all’Estero con grande favore di critica e di pubblico e numerosi i premi che Silvio Canini può vantare nel suo curriculum. Solo per citare i più significativi, si ricordano qui la menzione d’onore alla 24th biennale Photos Monochrome in Cina, e il XX premio Internazionale Guglielmo Marconi per l’arte elettronica, in compagnia di Emilio Vedova per la pittura e Arnaldo Pomodoro per la scultura.

La sua arte non si limita all’oggetto statico fornito dalla ripresa fotografica, ma esplora con efficacia il video, ottenendo anche in questo contesto alcuni importanti riconoscimenti al Bellaria Film Festival. Degno di nota, in queste necessariamente limitate informazioni, il suo video Hypno-bici.

Nel    suo    curriculum  costellato    di      premi,         Canini        può   anche           annoverare       una partecipazione alla trasmissione televisiva ANNOZERO di Michele Santoro con fotografie scenografiche.

Dal 2008 è proprietario della “36° spazio gallery” di Bellaria.

Nel 2011 pubblica RimiNy un lavoro su Rimini e Nyc

Nel  2014 espone nel museo di arte contemporanea di omsk Russia.

Nel 2014 è autore dell’anno Fiaf.

 

www.silviocanini.it

 

 

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2014