Frame Foto Festival | MIMESIS Giovanni Guadagnoli
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MIMESIS
Giovanni Guadagnoli

MIMESIS
Giovanni Guadagnoli

MIMESIS: DECLINAZIONE

Giovanni Guadagnoli

L’ “Altro” naturale è uno dei luoghi più frequentati dalla fotografia di massa, spesso piegato ad un’ostinata inclinazione verso il bello ordinato e in ovvia contrapposizione antitetica col“disturbo” urbano delle nevrotiche città. Un pregiudizio tra i tanti della cultura occidentale (e non solo) che, il medium fotografico acriticamente ribadisce con il suo presupposto di “vero oggettivo”, oggi difficilmente sostenibile. Il rispecchiamento mimetico di classica memoria, svela la sua inattuabilità e forte si insinua, nelle trame intime dell’immagine, l’ambiguità strutturale del discorso: non solo la difficoltà di pensare univocamente la “Natura” , ma anche e soprattutto il disagio concettuale dell’uomo nel sentirsi da essa accolto in termini identificativi (e quindi: quale uomo?). E’ così che il “Loci Amoeni” di stampo mitologico diviene, visivamente, campo di azione di una natura ipertrofica, nella continua vibrazione di una luce inquieta di energie in conflitto, forse temibili; e la rappresentazione fotografica, con la sua strutturale ambiguità, ormai storicizzata (Pierce è remota storia!), è il medium più idoneo per testimoniarla. L’idea di uomo, in essa individuabile, è unicamente dato come imprevisto, discontinuità, presenza alienata; restituito nell’evanescenza di una forma precaria, fantasmatica; collage sospeso sull’ipotesi di una fusione con l’insieme sempre in fieri, mai definitiva, moncone di una memoria frammentaria e tuttavia necessaria.

GIOVANNI GUADAGNOLI – Biografia

Giovanni Guadagnoli si è laureato in Lettere e Filosofia presso La Sapienza di Roma, con il massimo dei voti e la lode (tesi in Storia dell’Arte Contemporanea). Si interessa di ricerca fotografica da più di due decenni e diversi sono gli ambiti a cui ha dedicato la sua attenzione: dal ritratto al nudo, dalla fotografia pubblicitaria (tre campagne per Giorgio Armani) alla rappresentazione della città e del paesaggio. Il suo interesse primario è concentrato, però, sull’analisi dei profondi turbamenti che minano il concetto di “vero” e sulla conseguente destabilizzazione che investe i codici della rappresentazione fotografica. Nel 2011 ha partecipato al primo MIA a Milano, con il progetto “Urbe Relativa”; nel 2012, alla seconda edizione di MIA, espone una selezione di immagini tratte dalla ricerca “Landscape – ipotesi” che, seppur apparentemente concentrate sulla visione classica del paesaggio fotografico, ne mettono invece in luce le ambiguità strutturali. Quest’ultima serie di lavori viene esposta anche al festival Frame 2012, al palazzo dei congressi di Salsomaggiore. L’immagine “Landscape – ipotesi 35”, al Celeste Prize 2012, presso la centrale Montemartini di Roma (musei Capitolini) vince il Visitor’s Choice prize. Al Combat Prize 2013, presso il museo Fattori di Livorno l’immagine “Landscape – ipotesi 33” arriva in finale.  La ricerca “Mimesis: declinazione”, al festival “Frame” di Salsomaggiore, viene esposta per la prima volta.

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2013